
Niente terrorizza di più l’universo del cambio di stagione. A chi è venuto in mente che, dopo la fatica fatta per abituarsi alla durezza della vita, insieme all’impegno dell’aver escogitato le dovute precauzioni per difendersene, tutto debba andare a catafascio perché cambiano le condizioni che avevano appena fatto in tempo a divenirci care? Così le costellazioni, che fino lì si erano cullate nell’illusione di essere fisse, di colpo scoprono di andare anche loro alla deriva cosmica. Il nostro sistema solare scivola, anche lui, verso Orione, e forse manco lo sa.
Naturalmente, chi ha escogitato questa legge del cambiamento vestendola con la definizione poetica di “cambiamento di stagione”, non è che si è accontentato di metterci solo le stagioni sotto, le quali, tutto sommato, sarebbero anche le benvenute, eh no… in questo modo di catalogare, questo immaginatore d’universo c’ha appioppato pure altre, innumerevoli, realtà. Non sto a rammentarle tutte, ma vi basti ricordare che anche le età sono chiamate così, e non solo le età dei cicli cosmici, che tanto poco ci riguardano, ma pure quelle, estremamente più brevi, di noi disgraziati umani. L’entità della catastrofe conseguente già ci sfiora da piccoli, costringendoci a cambiare continuamente le scarpe che ci stringono i piedi; di seguito arrivano le allergie che il cambio di stagione scatena, e appena il vaccino comincia il suo effetto… zac!... che un altro polline calca lo scenario, in sfacelo, delle nostre mucose. In nostro aiuto, bisogna riconoscerlo, ci sono le mezze stagioni: ahhh… che belle che sono, né fredde né calde, loro si spiegano tra il cielo e la terra con parsimonia quasi vellutata, accarezzando le nostre sensazioni di setosi e languidi sospiri, preparandoci psicologicamente alla necessità del cambiamento. Nella vita umana la mezza stagione è quella che ti fa ritrovare in una selva oscura che la diritta via era smarrita. Nel rincorrersi dei cataclismi naturali, invece, le mezze stagioni sono state rimpiazzate dagli uragani. Ma, forse, questo mio disquisire risente dell’alone cupo di un mese, Marzo, che è pazzerello di suo e tende a darci l’impressione che nulla, nel creato, sia equilibrato. Ma tutti sappiamo, e se non sappiamo almeno ce l’auguriamo, che il destino di tutto sto casino incomprensibile che chiamiamo vita è nell’armonia e nell’ordine che, prima o poi, le leggi eterne dell’universo ristabiliranno. Unico neo è che, per ristabilirlo, quest’ordine celestiale… dovremmo estinguerci noi umani… Buona Primavera a tutti, allora…