inscena
sorvoli in teatro
rubrica di pennelibere a cura di Maryangy

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Se si prova a riflettere sul teatro...
di Maryangy.

Per chi il teatro è stereotipo di tedio non sa a cosa va incontro...incontro alla chiusura mentale e nella peggiore delle ipotesi alla sconvenienza dell'inconsapevolezza, ciò naturalmente è valido per tutti i campi culturali di cui per qualsivoglia ragione non si vuole fare esperienza(io stessa prima di studiare teatro avevo dei pregiudizi). Per questo se si prova a riflettere sul teatro si scopre che a volte esso può rivelarsi l'arma efficace per trovare se stessi e nello stesso tempo perdersi, un modo per liberarsi da oscure catene interiori, forse un modo per raggiungere la sperata catarsi.
Quella caverna misteriosa dove personaggi di ogni genere sembrano parlino a nessuno si manifesta come mondo esterno e mondo interiore insieme, che in base alla ricezione di ciascuno possono mischiarsi e confondersi oppure separarsi.
Lo spettatore sa di assistere ad una finzione scenica ma paradossalmente si ritroverà a fare i conti con il suo io e talvolta con la realtà sociale, senza che nemmeno se ne accorga.
E' il gioco di specchi tra realtà e finzione il vero motore dello spettacolo, la loro linea di confine può, a seconda dei casi, assottigliarsi fino a non capire più dove inizia il vero e finisce il fittizio, e viceversa.
Il teatro si svela come forma di vita parallela che possiamo tenere a distanza o si può far emergere, come fanno gli attori: persone geniali o semplici si aprono all'esperimento dell'ignoto mentre noialtri non troviamo il tempo di fermarci a capire che la vita altro non è che teatro quando gli eventi prendono il sopravvento, ritrovandoci in balia di noi stessi.



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