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librisulgrandeschermo Cinema e letteratura: meglio il film o il libro da cui è tratto?
rubrica di pennelibere a cura di piccolajo
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Cos’è che rende i libri affascinanti? Qual è il loro tratto distintivo? di piccolajo. Si tratta della possibilità per il lettore di lasciare libera la fantasia, di immaginare a proprio piacimento personaggi, ambientazioni, paesaggi e situazioni. Questa possibilità non può far altro che trascinarci dentro il libro, dentro la vicenda, e darci l’opportunità di immedesimarci nei vari personaggi, nelle loro vite, nei loro pensieri, nella loro psicologia. Ciò vale per qualsiasi tipo di libro, che sia un giallo, che sia un romanzo, che sia un libro fantastico. C’è un altro strumento che ci dà la possibilità di vivere storie che nella realtà non potremmo mai vivere, di avere mille vite anche se solo per un breve periodo di tempo: è il cinema. Fin dai suoi esordi hanno preso vita sul grande schermo le vicende tratte da numerosi libri, molti scrittori e intellettuali hanno intrecciato una stretta collaborazione tra letteratura e cinema, basti pensare a Verga e Pirandello o anche a Pasolini, e ai giorni nostri questo è un fenomeno in continua ascesa. Ma quali sono i risultati? Come appaiono i libri proiettati sul grande schermo? C’è rispondenza tra la scrittura e la ripresa? Le aspettative dei lettori sono per la maggior parte disattese oppure no? Questi sono gli interrogativi che io mi pongo quando vedo un film tratto da un libro e le conclusioni, ovviamente, cambiano di volta in volta. Allora con questa rubrica mi propongo di porre a voi gli stessi interrogativi e di mettere a confronto libri e film, con uno sguardo che non vuole essere né tecnico né specialistico né particolarmente critico, ma semplicemente dalla prospettiva di una persona amante dei libri e delle infinite possibilità che ci offrono, così come amante dei film e della loro capacità tutta visiva di comunicare emozioni e suggestioni. |
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