poesia&musica
La poesia e la musica: quando i testi incantano aiutati dalla musica.
rubrica di pennelibere a cura di mari

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I provinciali
di mari.

I PROVINCIALI

 

Sacrificata vittima
Verso d'amore cerca fiato per non soffocare più
Affittasi crepuscoli
Balere ad ore piccole

Morire la domenica
Chiesa cattolica
Estetica anestetica
Provincia cronica

Si vende amore tossico
'Ndrangheta e camorra
Più Gomorra e meno Sodoma
Denunciasi calamità
Di marijuana e crimine

I Baustelle, nascono a Montepulciano nel 1994. Il nome del gruppo deriva da una parola tedesca che significa “cantiere”, scelta dal gruppo dopo una lunga ricerca su vari testi stranieri, in un vocabolario Italiano-Tedesco. Lo stesso Bianconi dirà che il nome è stato scelto per alcune particolari caratteristiche: contiene infatti la parola “stelle”, l’onomatopea “bau” e elle che in francese vuol dire lei.

I Baustelle, toscani come già detto ma trapiantati in una ostica e crudele Milano, rappresentano una voce molto importante nel panorama musicale italiano contemporaneo. Una voce forte, amara e vera, che mescola rock e poesia, in un concentrato che colpisce l’orecchio ma soprattutto i sentimenti.

“I provinciali” è tratto da “La malavita” album uscito nel 2005 e che è valso loro riconoscimenti e paragoni molto importanti. Richiamano infatti lo stile dei grandi del realismo come De Andrè e Scerbanenco .

Il brano preso in esame non è una canzone. È una poesia musicata. Una poesia ermetica nello stile quanto nel significato, per l’uso delle parole e soprattutto per la loro disposizione. Ma con un po’ di attenzione si possono individuare tutti i caratteri della nostra vita attuale, della nostra società e della nostra quotidianità. Una vita di provincia dove la domenica è il giorno peggiore, dove il senso di provincialismo rimane ancorato nonostante i bombardamenti della vita di città. Amore tossico un misto di malavita, di peccato e poesia; l’apparenza che funge da placebo e la Chiesa come rifugio. Molto belle le figure “affittasi crepuscoli” e “estetica anestetica”: la prima a sfondo paesaggistico sottolinea una caratteristica della provincia e del suo ambiente naturale, il fatto di poter ancora assistere a qualcosa di “vero” come un crepuscolo, ma la parola affittasi commercializza anche quello che è rimasto di semplice e naturale; la seconda mette in risalto la vanità dell’apparire ma insieme la forza che ha l’apparenza, una forza appunto anestetizzante.

Insomma un quadro dolce e amaro di un’Italia che rimane sempre e comunque influenzata dalla vita di provincia anche se vuole a tutti i costi diventare grande metropoli.




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